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Testi critici

Dove abita l’uomo

“Parlo di tempo e di pietre e tuttavia è agli uomini che penso. Perché sono essi la vera materia del tempo, la pietra superiore e quella inferiore unite insieme, la goccia d’acqua interna che è sangue e anche sudore.” (José Saramago)

Dove abita l’uomo? Abita su una zattera di legno, leggera e solida insieme. Il fiume scorre ai suoi piedi, la storia passa sulla sua testa. Ha costruito con le sue mani quella zattera, assemblando le assi e il ferro, rendendola sicura.

Poi vi si è incuneato come una scheggia, come una sentinella in equilibrio. Tutto ciò che conosce intimamente è racchiuso in quella culla di legno, il suo universo è circoscritto ad una lingua d’acqua. Le opere di Luca Rendina sono reperti contemporanei di una civiltà antica, navigli precari esposti alla bizzarria del vento e alle intemperanze della pioggia. Il legno che li compone ha la sua storia e assorbe la storia di coloro che lo abitano. E’ un materiale povero e pesante che sull’acqua diventa straordinariamente leggero e direzionabile. Tutto il lavoro di Rendina gioca sulla ambiguità dei materiali e sulla possibilità che il tempo plasmi le forme rendendole altro da sé.

La precarietà di questo mezzo di trasporto è un pericolo ma anche una risorsa, ogni giorno si rinnova l’acqua sotto il vascello e si accumulano esperienze. Anche la chiesa di S. Giovanni Battista è aperta, guarda ogni notte alla volta celeste. Le sue pietre raccontano il passaggio dei secoli e l’erosione aggiunge significato alla storia narrata. Come le barche, la chiesa racchiude i suoi ntichi abitanti, quei defunti che ha traghettato nell’aldilà.

Dove abita l’uomo? Oggi abita in una casa di mattoni, l’acqua incanalata gli scorre accanto ed è coperto ai suoi occhi il cielo stellato. Ha messo radici, delimitato il suo orizzonte con una folla di tetti, dimenticato il profumo del vento. Il fiume che sente ancora internamente, lo spinge a cercare e a muoversi nuovamente in balia delle correnti. Il lavoro di Luca Rendina racconta la precarietà del viaggio che l’uomo compie sulla terra, il suo desiderio di sperimentare ampi orizzonti che si scontra con la necessità di radicarsi nel territorio e circoscrivere il suo campo d’azione.

Valeria Vaccari