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Testi critici

Open the gates

Non è facile per un artista sfuggire ad ogni etichetta e ad ogni definizione. Luca Rendina aggrega elementi casuali, materiali stanchi, oggetti usurati togliendoli da ogni contesto di riferimento per farne personaggi stupefatti, totem ironici, punti esclamativi.

Non sono opere solitarie, amano stare insieme componendo un popolo di domande in un paese di mistero. Sbirciando dentro la materia, pedinando la solitudine, ascoltando il silenzio e i rumori di una casa antica, Luca Rendina inventa un nuovo modo di vedere il mondo e, insieme, invita ad evadere dai pigri cancelli della mente. Che cosa sono queste sculture se non Africa, America ed Europa mescolate insieme? Che cosa sono se non musica, colore, atmosfere cosmopolite della nostra nascosta quotidianità?

La risposta è nell’arte. È un po’ come se l’artista ci dicesse che non basta fare, ma provare a fare. Luca Rendina con questo popolo di sculture senza definizioni e senza risposte parla alla nostra stessa creatività, trasmette nuova energia e nuova fiducia con la sensibilità e la consapevolezza di un uomo che oltre ad essere un esperto di comunicazione è anche un artista visuale, un Kandinsky della scultura.

Gianni Perotti