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La memoria come atto creativo nelle opere in legno dell'artista milanese.
Dall'Alzaia del Naviglio Grande agli spazi alpini della Valtellina, per "essere nelle cose senza celebrarle".

Immerse nello spazio rarefatto e vuoto, custodito dalla luce, una luce vivida che si difende aggrappandosi al bianco candore delle pareti, si presentano una alla volta, come tanti particolari, le opere di Luca Rendina.
Luca Rendina vive e lavora sull'Alzaia del Naviglio Grande, in un'area di margini urbani scossa da profondi mutamenti, nei pressi dell'antica chiesa romanica di San Cristoforo che accoglieva, col gran santo traghettatore oggi appena visibile sulla facciata consunta, il viandante che s'avvicinava a Milano, per vie di terra o d'acqua."Alzaia" è anche il titolo dell'ultima serie di opere di Rendina, evocativo dei temi consueti dell'artista milanese, la memoria e il viaggio, l'incontro, la dialettica misteriosa tra casualità e ordine. E proprio a trame d'ordine, sembra alludere quest'ultima serie di opere, dove il legno ritrovato, non cessando di evocare i moti divaganti del relitto, pare ordinarli nella pausa di un sostare, come incagliato contro sponde limacciose. Ma seguiamo questo cammino creativo nelle parole dello stesso artista.

Continua...

 
 

Luca Rendina: info@lucarendina.com

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