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PF: Questo rende particolarmente importante il contesto in cui viene presentato un lavoro.
LR: L'ambiente influisce come sempre su di un'opera. Un lavoro non è mai finito fin che non è in un luogo. Deve uscire dal tuo studio, deve animarsi di cose e persone intorno. La collocazione è importantissima, anche se io credo di fare un lavoro che può essere inserito in ambienti già occupati, perché quest'idea di un inserimento a bassa voce permette di accostarsi, di essere accolto, senza il bisogno di tante cose attorno.
PF: Oltre alla tua attività di scultore, sei anche ideatore e organizzatore di due importanti manifestazioni di Land Art che si svolgono a Livigno: Art in Ice – Sculture di neve, e Pietrarte, cui se ne aggiungerà quest'anno una terza Fienarte, sculture di fieno.
Il tuo lavoro artistico presenta in effetti notevoli vicinanze con la Land Art.
LR: Io amo molto la Land Art. Credo che l'opera d'arte non sia mai definitiva, ma aperta e soggetta all'effetto del tempo, dell'usura della manipolazione che avviene naturalmente. Sono vicino alla Land Art perché credo che l'opera non debba occupare molto spazio. Ho un po' il terrore di accaparrarmi uno spazio in maniera definitiva. Nella mia opera, utilizzando materiale già esistente, mi avvicino a questo concetto di precarietà che è anche della Land Art.

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Luca Rendina: info@lucarendina.com

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