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Soltanto dopo averla assaporata, puoi dire "ecco cos'è felicità". Tutto il resto è movimento, ricerca, turbinìo o stasi.
L'Alzaia ci solleva per un poco dalle acque su cui fluisce o s'infrange la nostra zattera: ed ecco emergere questi blocchi di legno, disgiunti e sparsi in un loro ben definito spazio...
Guardateli bene: sono composizioni - gestalt, in un gioco di vicinanza/distanza, luci/ombre, ordine/disordine, vuoto/pieno, vecchio/nuovo... Sono pezzi ritrovati - mi capita di inciamparci - dice Luca, pezzi lasciati in disparte, ignorati...
Come ci capita con degli incontri i più ordinari, o dei pensieri incompiuti, delle parole sospese, delle emozioni inespresse... restano lì, ci giriamo attorno, li accantoniamo, li interroghiamo...
Poi capìta inaspettatamente e in un misterioso travaglio, che questi frames del nostro procedere si ricompongano e ne esca un'immagine nuova, uno sguardo altro, che vede come da sopra e ricompone, ricomprende ciò in cui siamo stati immersi.
Giochi della memoria - altro nucleo della ricerca di Luca Rendina - generatrice di nuovi legami semantici, che tesse fili imprevedibili tra le tante esperienze e i diversi tempi: restauratrice nell'oggi dell'esperienze di ieri, la memoria è compagna di viaggio che trasforma continuamente il paesaggio in cui ci inoltriamo.
Barbara Silvestri
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